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Lettera a Francesco Pasini
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Lettera a Francesco Pasini

Iseo, 1890 ottobre 27

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Bartolomeus de Moltatis, cittadino bresciano, procuratore del nobilis vir Francischus de Milis fq. legum doctoris Filippini de Milis, come risulta da atto rogato da Andrea de Milis, presenta al console del comune di Trenzano Johannes de Nicolis, e agli uomini di Trenzano una lettera dell'11 maggio del giurisperito Laurencius de Castaldis de Montalto, vicario del podestà di Orzinuovi  Martinolus de Rozonibus, nella quale si ricorda che Francischus de Milis, a nome suo e dei fratelli Daniel, Marchus e Alovisius doveva prendere pieno possesso di terre e seriole, come risulta da atto rogato il 7 maggio, sotto la pena di 25 ducati d'oro per chi si oppone a tale azione. I beni in questione sono i seguenti: una pezza di terra aratoria nel territorio di Trenzano "in contrata Vie Pallearum di 40 piò; una di terra aratoria "in contrata de li Reasinis et Vie Pallearum", di 30 piò; una di terra aratoria e vegra "in contrata Vie Pallearum", di 10 piò; 2/5 dell'acqua della seriola "que apelatur seriolla de Galdius et Broarii et Valgatoris", estratta  "de flumine Oley super territorio de Palazolo in contrata de Pratis Oley", e che scorre attraverso il territorio di Palazzolo, di Pontoglio "in contrata Borzete", poi in prossimità della "seriolla que dicitur Bayona de Claris" e confinando con il "castrum dicte terre", e da lì "per contratam Valgatoris" fino "ad canallem Buscette "; una pezza di terra aratoria e vegra nel territorio di Trenzano "in contrata Malavesine", di 4 piò e 5 tavole; una di terra aratoria,  campagniva e vegra "in contrata Plebis", di 20 piò. Vista e letta la  lettera, il console Johannes de Nicolis "statim et incontinenti" ne accetta il contenuto, dando "de herba, terra, lignis et lapidis in gremio dictarum peciarum terre"
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Bartolomeus de Moltatis, cittadino bresciano, procuratore del nobilis vir Francischus de Milis fq. legum doctoris Filippini de Milis, come risulta da atto rogato da Andrea de Milis, presenta al console del comune di Trenzano Johannes de Nicolis, e agli uomini di Trenzano una lettera dell'11 maggio del giurisperito Laurencius de Castaldis de Montalto, vicario del podestà di Orzinuovi Martinolus de Rozonibus, nella quale si ricorda che Francischus de Milis, a nome suo e dei fratelli Daniel, Marchus e Alovisius doveva prendere pieno possesso di terre e seriole, come risulta da atto rogato il 7 maggio, sotto la pena di 25 ducati d'oro per chi si oppone a tale azione. I beni in questione sono i seguenti: una pezza di terra aratoria nel territorio di Trenzano "in contrata Vie Pallearum di 40 piò; una di terra aratoria "in contrata de li Reasinis et Vie Pallearum", di 30 piò; una di terra aratoria e vegra "in contrata Vie Pallearum", di 10 piò; 2/5 dell'acqua della seriola "que apelatur seriolla de Galdius et Broarii et Valgatoris", estratta "de flumine Oley super territorio de Palazolo in contrata de Pratis Oley", e che scorre attraverso il territorio di Palazzolo, di Pontoglio "in contrata Borzete", poi in prossimità della "seriolla que dicitur Bayona de Claris" e confinando con il "castrum dicte terre", e da lì "per contratam Valgatoris" fino "ad canallem Buscette "; una pezza di terra aratoria e vegra nel territorio di Trenzano "in contrata Malavesine", di 4 piò e 5 tavole; una di terra aratoria, campagniva e vegra "in contrata Plebis", di 20 piò. Vista e letta la lettera, il console Johannes de Nicolis "statim et incontinenti" ne accetta il contenuto, dando "de herba, terra, lignis et lapidis in gremio dictarum peciarum terre" / Petrus de Drubandis (notaio)

In terra de Trenzano (Trenzano, Bs), 1420, 11 maggio

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I fratelli Pecinus e Toninus fq. Iohannis ferarii  de Urceys Veteribus, abitanti della terra "de Aqualonga",  dichiarando di essere "coloni et massari" di Francischus fq.  Fillipini de Millis nella terra di Acqualunga, ricevono dal detto  Francischus 32 lire e 2 soldi planet. di moneta bresciana
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I fratelli Pecinus e Toninus fq. Iohannis ferarii de Urceys Veteribus, abitanti della terra "de Aqualonga", dichiarando di essere "coloni et massari" di Francischus fq. Fillipini de Millis nella terra di Acqualunga, ricevono dal detto Francischus 32 lire e 2 soldi planet. di moneta bresciana / Bersanus de Pontollio civis Brixie (notaio)

In terra de Urceys Novis districtus Brixie, in domibus habitationis infrascripti Francischi contrate Strate de Sero (Orzinuovi, Bs), 1421, 13 febbraio

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Bertolinus, Betinus e Toninus, fratelli e figli di Petrus de Lauris de Urceys Veteribus, abitanti della terra "de Aqualunga", dichiarando di essere "massari, coloni manentes" di Francischus fq. Filipini de Millis nella terra di Acqualunga, ricevono dal detto Francischus 52 lire planet. di moneta bresciana
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Bertolinus, Betinus e Toninus, fratelli e figli di Petrus de Lauris de Urceys Veteribus, abitanti della terra "de Aqualunga", dichiarando di essere "massari, coloni manentes" di Francischus fq. Filipini de Millis nella terra di Acqualunga, ricevono dal detto Francischus 52 lire planet. di moneta bresciana / Bersanus de Pontollio civis Brixie (notaio)

In terra de Urceys Novis districtus Brixie, in domibus habitationis infrascripti domini Francischi contrate Strate de Sero (Orzinuovi, Bs), 1421, 13 gennaio

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Guido Memo, vescovo di Verona, durante la celebrazione della messa nella cappella di S. Zenone, nomina Marchus de Milis, abate del monastero di S. Zenone di Verona dell'ordine di S. Benedetto come subdiacono
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Guido Memo, vescovo di Verona, durante la celebrazione della messa nella cappella di S. Zenone, nomina Marchus de Milis, abate del monastero di S. Zenone di Verona dell'ordine di S. Benedetto come subdiacono / Matheus Corecarius q. domini Thesauri notarii de Mantichitis civis veronensis habitator contrate S. Stephani Verone (notaio)

In episcopali palatio veronensi, videlicet in capella S. Zenonis (Verona), 1421, 28 settemnbre

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Christoforus fq. domini Bertolini de Gayfamis, in passato cittadino bresciano, rammenta a Iacobus fq. dicti domini Bertolini ivi presente che, come definito in un compromesso fra sé e Iacobinus a proposito della divisione dell'eredità, compiuto dal legum doctor Daniel de Milis e da Petrus de Salis e rogato da Bertolinus de Lothis il 9 giugno 1421, fu sentenziato ciò che segue, ovvero: Iacobus è da considerare erede "in sollidum ab intestato" di tutti i beni e di tutti i diritti attivi e passivi; tutti i beni "in territorio de Pontecharallo" devengono invece a Christoforus; entro sei mesi Iacobus deve versare al fratello 1400 lire planet. e, qualora tale pagamento non venga compiuto, Christoforus diverrà proprietario di tutti i beni e i diritti in questione. Quest'ultimo rammenta pertanto al fratello tali obblighi
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Christoforus fq. domini Bertolini de Gayfamis, in passato cittadino bresciano, rammenta a Iacobus fq. dicti domini Bertolini ivi presente che, come definito in un compromesso fra sé e Iacobinus a proposito della divisione dell'eredità, compiuto dal legum doctor Daniel de Milis e da Petrus de Salis e rogato da Bertolinus de Lothis il 9 giugno 1421, fu sentenziato ciò che segue, ovvero: Iacobus è da considerare erede "in sollidum ab intestato" di tutti i beni e di tutti i diritti attivi e passivi; tutti i beni "in territorio de Pontecharallo" devengono invece a Christoforus; entro sei mesi Iacobus deve versare al fratello 1400 lire planet. e, qualora tale pagamento non venga compiuto, Christoforus diverrà proprietario di tutti i beni e i diritti in questione. Quest'ultimo rammenta pertanto al fratello tali obblighi / Pellegrinus de Longullo (notaio); Antonius fq. Tomasini de Catanis civis Brixie (notaio registrante)

In domibus collegii notariorum Brixie contrate S. Ambroxii (Brescia), 1421, 1 dicembre

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In merito a "nonnulla capitula" dei quali l'"offitium curie" del podestà di Brescia richiede un parere, il duca di Milano Filippo Maria Visconti risponde specificando i termini con i quali devono essere regolate tali questioni, legate alla gestione di Pandolfo Malatesta e ai contrasti fra Guelfi e Ghibellini
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In merito a "nonnulla capitula" dei quali l'"offitium curie" del podestà di Brescia richiede un parere, il duca di Milano Filippo Maria Visconti risponde specificando i termini con i quali devono essere regolate tali questioni, legate alla gestione di Pandolfo Malatesta e ai contrasti fra Guelfi e Ghibellini / Cancelleria Ducale di Milano

Mediolani (Milano), 1421, 4 luglio

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Christoforus fq. domini Bertolini de Gayfamis, in passato abitante di Brescia fa leggere per mezzo del notaio rogante a  Betinus de Serzano, console di Poncarale, e ad Antonius de Pergamasca, massaro del comune di Brescia,  "in vulgari sermone" una lettera del podestà di Brescia, nella quale  , in esecuzione delle sentenza arbitrale eseguita da Daniel de Milis  e da Petrus de Salis e rivolta a Iacobus fq. domini Bertolini de Gayfamis e al predetto Christoforus e rogata da Bertolinus de Lothis , si stabilisce che Christoforus deve avere la "corporalis possessio"  dei beni giacenti "in terra et territorio de Pontecharali" che sono:  una "domus cum uno curtivo et orto", un "fenile cum uno sedimine", una pezza di terra aratoria e vitata di 10 piò; una di terra aratoria  e in parte vitata "in contrata de Caporis", di 14 piò; una di terra aratoria "in contrata Schuti", di 7 piò; una di terra aratoria e  prativa "in contrata Furcelle de Albaris", di 40 piò; una di terra "honediva" situata "prope braidam Gracioli de Pontolio", di 2  piò; una di terra aratoria e vitata, per la quale paga un fitto livellario annuo
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Christoforus fq. domini Bertolini de Gayfamis, in passato abitante di Brescia fa leggere per mezzo del notaio rogante a Betinus de Serzano, console di Poncarale, e ad Antonius de Pergamasca, massaro del comune di Brescia, "in vulgari sermone" una lettera del podestà di Brescia, nella quale , in esecuzione delle sentenza arbitrale eseguita da Daniel de Milis e da Petrus de Salis e rivolta a Iacobus fq. domini Bertolini de Gayfamis e al predetto Christoforus e rogata da Bertolinus de Lothis , si stabilisce che Christoforus deve avere la "corporalis possessio" dei beni giacenti "in terra et territorio de Pontecharali" che sono: una "domus cum uno curtivo et orto", un "fenile cum uno sedimine", una pezza di terra aratoria e vitata di 10 piò; una di terra aratoria e in parte vitata "in contrata de Caporis", di 14 piò; una di terra aratoria "in contrata Schuti", di 7 piò; una di terra aratoria e prativa "in contrata Furcelle de Albaris", di 40 piò; una di terra "honediva" situata "prope braidam Gracioli de Pontolio", di 2 piò; una di terra aratoria e vitata, per la quale paga un fitto livellario annuo / Nicholaus fq. Bonomi de Trapellis de Pergamo civis Brixie (notaio); Antonius fq. Tomasini de Catanis civis Brixie (notaio registrante)

In terra de Pontecharali sive in burgo (Poncarale, Bs), 1421, 4 dicembre

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Ulibonus q. ser Ture de Ulibono de Grezana, agendo per sé e per il fratello Floravantus, investe Anthonius detto Schariollus q. ser Pauli de Romagnano di una pezza di terra aratoria "cum vineis,  olivis et pontezariis", di circa tre quarti di campo, giacente "in pertinenciis Romagnani in contrata Noveledi, al fitto annuo di 4 "vizete" di olio.
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Ulibonus q. ser Ture de Ulibono de Grezana, agendo per sé e per il fratello Floravantus, investe Anthonius detto Schariollus q. ser Pauli de Romagnano di una pezza di terra aratoria "cum vineis, olivis et pontezariis", di circa tre quarti di campo, giacente "in pertinenciis Romagnani in contrata Noveledi, al fitto annuo di 4 "vizete" di olio. / Iacobus de Pallagio q. domini Zanoti notarii de contrata Pontis Petre Verone (notaio)

Verone, in contrata S. Benedicti (Verona), 1422, 14 marzo

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Alla presenza del sapiens vir Martinus de Cochalio, in  merito alla lite tra Antoninus de Manerva, procuratore di Fachinus de Feraciis e di Dalaydus de Gaydo da una parte, e Ludovichus de Canalis con Bartolameus de Galignano e Laffranchinus de Calzavachis rappresentati dal procuratore Iacobus de Cremona dall'altra, dopo aver richiamato la sentenza rogata da Iustachinus de  Uguzonibus il 10 settembre 1422 e definita dal vicario, si aggiungono ulteriori specificazioni
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Alla presenza del sapiens vir Martinus de Cochalio, in merito alla lite tra Antoninus de Manerva, procuratore di Fachinus de Feraciis e di Dalaydus de Gaydo da una parte, e Ludovichus de Canalis con Bartolameus de Galignano e Laffranchinus de Calzavachis rappresentati dal procuratore Iacobus de Cremona dall'altra, dopo aver richiamato la sentenza rogata da Iustachinus de Uguzonibus il 10 settembre 1422 e definita dal vicario, si aggiungono ulteriori specificazioni / Iustachinus fq. Lombardi de Uguzonibus de Yseo civis Brixie (notaio); Virtus de Baygueriis civis Brixie (notaio registrante)

(lacuna), 1423, 13 gennaio

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Delaydus de Gaydo, cittadino e abitante di Brescia da una parte, e Iohannes Beloti de Calvixano dall'altra, unanimemente accettano di sottoporsi al giudizio di Martinus de Cochalio, Iacobus de Cochalio e Iohannes Gavarini de Ysorella come loro arbitri nella lite determinata da una "peticio seu libellum appellatorii" fatta da Antonius de Manerva, procuratore di Delaydus, contro la sentenza data dal vicario del podestà su "consilium" di Daniel de Milis il 19 gennaio. Con atto del 9 maggio gli arbitri decretano che Iohannes Beloti deve pagare a Delaydus 175 lire planet. entro sei mesi, "occaxione vacharum ... alias depositarum penes dictum Iohannem"; e che Delaydus deve darne una "carta solutionis" che liberi da ogni obbligo il suo avversario.
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Delaydus de Gaydo, cittadino e abitante di Brescia da una parte, e Iohannes Beloti de Calvixano dall'altra, unanimemente accettano di sottoporsi al giudizio di Martinus de Cochalio, Iacobus de Cochalio e Iohannes Gavarini de Ysorella come loro arbitri nella lite determinata da una "peticio seu libellum appellatorii" fatta da Antonius de Manerva, procuratore di Delaydus, contro la sentenza data dal vicario del podestà su "consilium" di Daniel de Milis il 19 gennaio. Con atto del 9 maggio gli arbitri decretano che Iohannes Beloti deve pagare a Delaydus 175 lire planet. entro sei mesi, "occaxione vacharum ... alias depositarum penes dictum Iohannem"; e che Delaydus deve darne una "carta solutionis" che liberi da ogni obbligo il suo avversario. / Bertolinus f. Michaellis de Lothis de Manervio civis Brixie (notaio); Virtus de Baygueriis civis Brixie (notaio registrante)

In civitate Brixie in domo collegii notariorum dicte civitatis Brixie in qua pro comuni Brixie iura redduntur sita in contrata S. Ambroxii dicte civitatis Brixie (Brescia), 1422, 21 aprile

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Cartolina postale e lettera a Luigi Caldera
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Cartolina postale e lettera a Luigi Caldera

Iseo, 1882 ottobre 26 - 1883 gennaio 15

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Inciampo germanico
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Lettera a Giuseppe Cavalieri
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Lettera a Giuseppe Cavalieri

Iseo, 1838 maggio 8

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Brescia, 1876 dicembre 20

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Lettera ad Achille Echeli?
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Lettera ad Achille Echeli?

[Brescia], [1877 gennaio 8]

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n.2 lettere a Giamabattista Cacciamali
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n.2 lettere a Giamabattista Cacciamali

Brescia, 1880 maggio 17 - dicembre 27

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Cartolina postale ad Emanule Barboglio
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Iseo, 1894 marzo 6

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Lettera a Giuseppe Picci
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Lettera a Giuseppe Picci

[Torino], 1856 settembre 3

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