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Trovati 5109 documenti.

Copia tratta dal Liber Racionis exitus expensarum fatte dai domini Albertus Rubeus e Azo Scaliona della Camera del comune di Piacenza, al tempo del dominus Symon de Nazano de Papia, podestà di Piacenza: Iacobus de Ofeno, cittadino bresciano e procuratore del monastero di S. Giulia di Brescia, riceve come fitto annuo degli ultimi due anni 20 lire piacentine dovute dal comune di Piacenza per il ponte sul Po, il porto, e il "traversum"
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Copia tratta dal Liber Racionis exitus expensarum fatte dai domini Albertus Rubeus e Azo Scaliona della Camera del comune di Piacenza, al tempo del dominus Symon de Nazano de Papia, podestà di Piacenza: Iacobus de Ofeno, cittadino bresciano e procuratore del monastero di S. Giulia di Brescia, riceve come fitto annuo degli ultimi due anni 20 lire piacentine dovute dal comune di Piacenza per il ponte sul Po, il porto, e il "traversum" / Rufinus Rubeus (notaio)

[Piacenza], 1402, 22 marzo

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Il dominus presbiter Paullus de Tremosigno, presbitero e  beneficiale della chiesa di S. Daniele, cappella di S. Giulia di Brescia, agendo a nome della chiesa stessa, investe "ad rectum livellum Brixie" Betinus de Guzano fq. Viniani civis Brixie, abitante del borgo di S. Nazaro di Brescia, della infrascritte pezze  di terra, giacenti "in claussuris Brixie": la prima, giacente "in contrata de Botenaga", di 4 piò; la seconda, aratoria e boschiva, giacente nella medesima contrada, di 28 tavole, al fitto annuo a S. Martino di 4 sestari di frumento e 10 soldi imp. e 2 polli
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Il dominus presbiter Paullus de Tremosigno, presbitero e beneficiale della chiesa di S. Daniele, cappella di S. Giulia di Brescia, agendo a nome della chiesa stessa, investe "ad rectum livellum Brixie" Betinus de Guzano fq. Viniani civis Brixie, abitante del borgo di S. Nazaro di Brescia, della infrascritte pezze di terra, giacenti "in claussuris Brixie": la prima, giacente "in contrata de Botenaga", di 4 piò; la seconda, aratoria e boschiva, giacente nella medesima contrada, di 28 tavole, al fitto annuo a S. Martino di 4 sestari di frumento e 10 soldi imp. e 2 polli / Martinus de Rozonibus (notaio)

Super palatio presbiterorum S. Daniellis capelle S. Iulie civitatis Brixie (Brescia), 1347, 11 marzo

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I domini pre Iohannes de Butizollis, pre Paulus de Tremosigno e pre Petrus de Urceis, presbiteri e beneficiali di S. Daniele, cappella del monastero di S. Giulia, a nome del capitolo della cappella stessa, cedono in locazione novennale a Pacinus qui dicitur Taylonus de Botesinoa Mane, abitante della contrata di S. Siro sive Mercati Novi di Brescia, di una pezza di terra vitata, olivata e guastiva posta "in claussuris Brixie in contrata Montis Retundi", al fitto annuo di 36 soldi planet. a S. Michele
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I domini pre Iohannes de Butizollis, pre Paulus de Tremosigno e pre Petrus de Urceis, presbiteri e beneficiali di S. Daniele, cappella del monastero di S. Giulia, a nome del capitolo della cappella stessa, cedono in locazione novennale a Pacinus qui dicitur Taylonus de Botesinoa Mane, abitante della contrata di S. Siro sive Mercati Novi di Brescia, di una pezza di terra vitata, olivata e guastiva posta "in claussuris Brixie in contrata Montis Retundi", al fitto annuo di 36 soldi planet. a S. Michele / Bertolinus magistri Bertolini manescalchi de Ello (notaio)

In civitate Brixie, coram capella S. Daniellis ponita in monasterio S. Iulie civitatis Brixie (Brescia), 1355, 6 settembre

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La reverenda religiosa et honesta domina Bonafemina de Tornitis de Brixia, badessa del monastero di S. Giulia di Brescia, alla presenza del capitolo, investe "ad rectum livellum Brixie" Toninus fq. Betini Cavalerii de Cobiado abitante "de Urago", delle infrascritte pezze di terra giacenti "in claussuribus Brixie": una di terra aratoria giacente "in contrata Clevis ultra Montem", di  3 piò; una di terra prativa "in contrata Careti", di 1 piò e mezzo;  una di terra prativa nella medesima contrada, di 3 piò, al fitto annuo a S. Martino di 29 soldi planet.
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La reverenda religiosa et honesta domina Bonafemina de Tornitis de Brixia, badessa del monastero di S. Giulia di Brescia, alla presenza del capitolo, investe "ad rectum livellum Brixie" Toninus fq. Betini Cavalerii de Cobiado abitante "de Urago", delle infrascritte pezze di terra giacenti "in claussuribus Brixie": una di terra aratoria giacente "in contrata Clevis ultra Montem", di 3 piò; una di terra prativa "in contrata Careti", di 1 piò e mezzo; una di terra prativa nella medesima contrada, di 3 piò, al fitto annuo a S. Martino di 29 soldi planet. / Filipinus de Bonzanis civis Brixie (notaio); Venturinus notarius de Sabio civis Brixie (notaio)

In civitate Brixie, in monasterio S. Iulie dicte civitatis, sub portichu dicti monasterii (Brescia), 1390, 18 giugno

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Il doge Aloisio Mocenigo attesta che Florianus Bellanus è riconosciuto quale notaio
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Il doge Aloisio Mocenigo attesta che Florianus Bellanus è riconosciuto quale notaio

In nostro ducali palatio (Venezia), 1772, 25 maggio

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Frammento di documento in cui Peterzolus de Lasalle promette di restituire 80 lire imp. al dominus Salarius de Lasalle
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Frammento di documento in cui Peterzolus de Lasalle promette di restituire 80 lire imp. al dominus Salarius de Lasalle / ---

---, 1410, 5 giugno

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Testamento del magister Franciscus fq. Ioannis de Gandino "forarius", cittadino e abitante di Brescia, con il quale dispone di distribuire ai poveri della terra di Gandino 2 sacchi di sale da parte dei suoi fratelli Bernardinus e Marcus; lega al convento di S. Maria dei frati Francescani dell'Osservanza di Brescia  20 soldi imp.; lega al Convento di S. Maria delle Grazie di Brescia  extra muros 1 ducato; lega alla Scuola del Corpo di Cristo della parrocchia di S. Agata di Brescia 1 ducato; lega ai fratelli Betinus  e Sandrinus fq. Ioannis 1 ducato ciascuno; lega a Cominus fq. (...) detto el Signor Pontis de Nossa de Bergamascha 20 soldi planet. ; lega al servo Iacobus de Mazano 2 ducati; nomina suoi eredi universali in parti uguali i fratelli Bernardinus e Marcus
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Testamento del magister Franciscus fq. Ioannis de Gandino "forarius", cittadino e abitante di Brescia, con il quale dispone di distribuire ai poveri della terra di Gandino 2 sacchi di sale da parte dei suoi fratelli Bernardinus e Marcus; lega al convento di S. Maria dei frati Francescani dell'Osservanza di Brescia 20 soldi imp.; lega al Convento di S. Maria delle Grazie di Brescia extra muros 1 ducato; lega alla Scuola del Corpo di Cristo della parrocchia di S. Agata di Brescia 1 ducato; lega ai fratelli Betinus e Sandrinus fq. Ioannis 1 ducato ciascuno; lega a Cominus fq. (...) detto el Signor Pontis de Nossa de Bergamascha 20 soldi planet. ; lega al servo Iacobus de Mazano 2 ducati; nomina suoi eredi universali in parti uguali i fratelli Bernardinus e Marcus / Hieronymus fq. Petri de Pesentis de Bergomo (notaio); Petrus de Urceis civis et habitator Brixie (notaio)

Super quadam catedra posita in coquina domorum sive habitationis scite in contrata S. Agate Brixie (Brescia), 1507, 25 marzo

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Lodovicus Rescatius, nunzio della Curia Episcopale di Brescia, su mandato del reverendus iurius utriusque doctor dominus Hieronymus de Caballis, vicario generale dell'episcopato di Brescia, si reca dal reverendus dominus frater Hieronymus a Valle dell'ordine  degli Umiliati e gli richiede il libro nel quale si registrano i battezzati dell'anno 1551 nella chiesa parrocchiale dei SS. Nazaro e  Celso di Brescia, che aveva detto trovarsi presso di lui il reverendus dominus Ioannes Matheus Averoldus rettore della parrocchiale stessa, il quale libro è di 140 carte, per presentarlo all'ufficio della cancelleria episcopale di Brescia; richiede poi al dominus presbiter Bartholomeus Beltramus di  presentare il libro dei battezzati a partire dal 1554 su istanza di domina Barbara q. domini Baptiste de Marendis. Il curato Bartolomeo presenta un libro dal quale si estrae quanto segue: "a dì 2 ottobrio 1554 fu battezata una puttina de m. Batista di Marendi, el nome suo Livia Iulia". Il 29 gennaio, in seguito alla verifica dell'autenticità del registro, e dell'annotazione, il vicario episcopale decreta la piena veridicità del resitro stesso
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Lodovicus Rescatius, nunzio della Curia Episcopale di Brescia, su mandato del reverendus iurius utriusque doctor dominus Hieronymus de Caballis, vicario generale dell'episcopato di Brescia, si reca dal reverendus dominus frater Hieronymus a Valle dell'ordine degli Umiliati e gli richiede il libro nel quale si registrano i battezzati dell'anno 1551 nella chiesa parrocchiale dei SS. Nazaro e Celso di Brescia, che aveva detto trovarsi presso di lui il reverendus dominus Ioannes Matheus Averoldus rettore della parrocchiale stessa, il quale libro è di 140 carte, per presentarlo all'ufficio della cancelleria episcopale di Brescia; richiede poi al dominus presbiter Bartholomeus Beltramus di presentare il libro dei battezzati a partire dal 1554 su istanza di domina Barbara q. domini Baptiste de Marendis. Il curato Bartolomeo presenta un libro dal quale si estrae quanto segue: "a dì 2 ottobrio 1554 fu battezata una puttina de m. Batista di Marendi, el nome suo Livia Iulia". Il 29 gennaio, in seguito alla verifica dell'autenticità del registro, e dell'annotazione, il vicario episcopale decreta la piena veridicità del resitro stesso / Ioannes Franciscus Mainatia civis Brixie (notaio)

[Brescia], 1568, 27 gennaio

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Papa Clemente XII comunica al cardinale Angelo Maria Querini, bibliotecario della Biblioteca Vaticana, di accettare la  donazione della sua biblioteca privata, cmposta di volumi e codici, alla Biblioteca Vaticana
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Papa Clemente XII comunica al cardinale Angelo Maria Querini, bibliotecario della Biblioteca Vaticana, di accettare la donazione della sua biblioteca privata, cmposta di volumi e codici, alla Biblioteca Vaticana

Rome, apud S. Mariam Maiorem, sub annulo piscatoris (Roma), 1731, 20 luglio

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Papa Benedetto XIII comunica al cardinale Angelo Maria Querini la facoltà di assegnare benefici ecclesiastici fino al valore  di 1000 scudi
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Papa Benedetto XIII comunica al cardinale Angelo Maria Querini la facoltà di assegnare benefici ecclesiastici fino al valore di 1000 scudi

Rome, apud S. Petrum, sub annulo piscatoris (Roma), 1727, 30 novembre

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Papa Benedetto XIII comunica al cardinale Angelo Maria Querini la facoltà di concedere benefici ecclesiastici
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Papa Benedetto XIII comunica al cardinale Angelo Maria Querini la facoltà di concedere benefici ecclesiastici

Rome, aud S. Petrum sub annulo piscatoris (Roma), 1737, 30 novembre

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Poiché il magister Iohannes Mapheus de Chinellis de Gardono, ivi abitante, vendette al fratello magister Baptista Mazoni una domus "croserata", murata, solerata e coppata, con camera, "super  appoteca", sita "in terra de Gardono in contrata Platee", al prezzo di 350 lire planet., delle quali ne ebbe 50, ora i fratelli regolano e saldano le pendenze rimanenti
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Poiché il magister Iohannes Mapheus de Chinellis de Gardono, ivi abitante, vendette al fratello magister Baptista Mazoni una domus "croserata", murata, solerata e coppata, con camera, "super appoteca", sita "in terra de Gardono in contrata Platee", al prezzo di 350 lire planet., delle quali ne ebbe 50, ora i fratelli regolano e saldano le pendenze rimanenti

In domo infrascripti domini Baptiste acquisita ab infrascripto magistro Ioanne Maphei eius fratre, sita in terra de Gardono in contrata Platee districtus Brixie (Gardone Valtrompia, Bs), 1558, 9 febbraio

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Sentenza arbitrale di Gaspar de Capreronibus, decretorum doctor, e Franciscus Gafforius, iurisperitus, cittadini e abitanti di Brescia, in merito alla divisione tra i fratelli comites Mapheus, Petrus, Ioannes, Franciscus e Nicolaus de Gambara, dell'eredità del fratello reverendus et magnificus comes Marsilius, con la quale si assegnano a Mapheus 18 pezze di terra in Pralboino,  2 fienili, una "caseta da muro", "tutto il palazo vechio (...) cum porte et scale", "tratti 3 de fienile grande", un cortivo, "una casa in Castello de Pralboino", 1/4 del bosco, 1/4 del dazio sui mulini, e una serie di fitti; si assegnano poi a Cominus 22 pezze di  terra, un fienile, un cortivo "cum case da massaro", 3 cortivi "cum case", due case "in Bressa alle Tentorie", 1/4 del bosco, 1/4 dei dazi e una serie di fitti; a Ioannes Franciscus si assegnano poi 29 pezze di terra in Milzano e Pralboino, 3 cortivi con case, "l'era grande cum li finilli, stale, et altre case, e columbare", 1/4 del bosco, 2 fondi "in Castello", 1/4 dei dazi, e una serie di fitti;  si assegnano infine a Nicolaus 21 pezze di terra, 1/4 del bosco, un fienile, una casa "in Castello", due cortivi con case e fienile, 1/4 dei dazi e una serie di fitti; si sentenzia inoltre che, dei dazi dei  mulini di Pralboino, Mapheus abbia 5/8 e i fratelli il resto. Seguono ulteriori specificazioni in merito al "terreno vacuo per novam fabricam Castelli de Pratalbuino intra muros et foveam dicti Castri", e alla necessità di Ioannes Franciscus di edificare un nuovo palazzo, non essendo comodo né sufficiente per la sua ampia famiglia quello esistente, per ottenere la qual cosa egli lo vende a Mapheus al prezzo di 2230 lire e 18 soldi per l'edificio, e 3695  lire e 7 soldi per l'area
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Sentenza arbitrale di Gaspar de Capreronibus, decretorum doctor, e Franciscus Gafforius, iurisperitus, cittadini e abitanti di Brescia, in merito alla divisione tra i fratelli comites Mapheus, Petrus, Ioannes, Franciscus e Nicolaus de Gambara, dell'eredità del fratello reverendus et magnificus comes Marsilius, con la quale si assegnano a Mapheus 18 pezze di terra in Pralboino, 2 fienili, una "caseta da muro", "tutto il palazo vechio (...) cum porte et scale", "tratti 3 de fienile grande", un cortivo, "una casa in Castello de Pralboino", 1/4 del bosco, 1/4 del dazio sui mulini, e una serie di fitti; si assegnano poi a Cominus 22 pezze di terra, un fienile, un cortivo "cum case da massaro", 3 cortivi "cum case", due case "in Bressa alle Tentorie", 1/4 del bosco, 1/4 dei dazi e una serie di fitti; a Ioannes Franciscus si assegnano poi 29 pezze di terra in Milzano e Pralboino, 3 cortivi con case, "l'era grande cum li finilli, stale, et altre case, e columbare", 1/4 del bosco, 2 fondi "in Castello", 1/4 dei dazi, e una serie di fitti; si assegnano infine a Nicolaus 21 pezze di terra, 1/4 del bosco, un fienile, una casa "in Castello", due cortivi con case e fienile, 1/4 dei dazi e una serie di fitti; si sentenzia inoltre che, dei dazi dei mulini di Pralboino, Mapheus abbia 5/8 e i fratelli il resto. Seguono ulteriori specificazioni in merito al "terreno vacuo per novam fabricam Castelli de Pratalbuino intra muros et foveam dicti Castri", e alla necessità di Ioannes Franciscus di edificare un nuovo palazzo, non essendo comodo né sufficiente per la sua ampia famiglia quello esistente, per ottenere la qual cosa egli lo vende a Mapheus al prezzo di 2230 lire e 18 soldi per l'edificio, e 3695 lire e 7 soldi per l'area / Stephanus q. Bartholomei de Floriis de Insula Scalarum (notaio)

Sub intrata domus habitationis mei presbiteri Gasparis suprascripti site in contrata S. Clementis Brixie (Brescia), 1498, 20 settembre

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Convocata la Confraternita della Scuola dei Disciplini di Bagnolo, si decide "di voler levar il far de i pasti li giorni soliti, et d'andare alle terre vicini alle feste soliti, et de recevere gli altri il giorno de S. Maria Elisabeth". Segue l'approvazione di questa decisione da parte del presbiter iuris utriusque doctor dominus Paulus Alenio, canonico e vicario generale bresciano, con l'obbligo di elargire in elemosina e usi pii quanto si spendeva per i suddetti conviti
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Convocata la Confraternita della Scuola dei Disciplini di Bagnolo, si decide "di voler levar il far de i pasti li giorni soliti, et d'andare alle terre vicini alle feste soliti, et de recevere gli altri il giorno de S. Maria Elisabeth". Segue l'approvazione di questa decisione da parte del presbiter iuris utriusque doctor dominus Paulus Alenio, canonico e vicario generale bresciano, con l'obbligo di elargire in elemosina e usi pii quanto si spendeva per i suddetti conviti / Ludovicus Urgnanus (notaio)

In loco solito eius audientie, in cancelleria episcopali Brixie (Brescia), 1563, 29 giugno

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Dopo aver riportato un primo accordo, alla presenza del dominus Marcus Tarellus, vicedomino del comune di "Iustinum", Franciscus Stephani, araldo del comune, proclama che ser Nazarius de Sallo de Iustino e Marinus Cristoia de Villa Montis hanno permutato con il vescovo di Brescia Franciscus un "baretum" posto "in confinibus Iustini in Perarello apud vineam domini presbiteri Iacobi  Bugliono", con una vigna "in confinibus Ville Montis in contrata dicta Murave", aggiungendovi un ducato d'oro
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Dopo aver riportato un primo accordo, alla presenza del dominus Marcus Tarellus, vicedomino del comune di "Iustinum", Franciscus Stephani, araldo del comune, proclama che ser Nazarius de Sallo de Iustino e Marinus Cristoia de Villa Montis hanno permutato con il vescovo di Brescia Franciscus un "baretum" posto "in confinibus Iustini in Perarello apud vineam domini presbiteri Iacobi Bugliono", con una vigna "in confinibus Ville Montis in contrata dicta Murave", aggiungendovi un ducato d'oro / Nicolaus de Vulcina q. ser Georgii de Iustino (notaio)

In episcopatu; in platea comunis (Brescia), 1447, 27 febbraio; 1447, 5 marzo

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Poiché il 30 settembre 1519 l'egregius vir Bernardinus de Scarpis, cittadino e abitante di Brescia, strinse società con ser Iacobus de Rebettis de Manerbio, piliparius, versandogli 400 lire planet. quale sua quota di capitale, mentre Iacobus vi impegnava la sua "industria", ora che essi hanno deciso di sciogliere la società,  si calcola che Bernardinus resta creditore di 506 lire, ed egli ne riceve ora 300 da Iacobus e 50 dal figlio di lui Laurentius, e la promessa di pagamento delle restanti 156
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Poiché il 30 settembre 1519 l'egregius vir Bernardinus de Scarpis, cittadino e abitante di Brescia, strinse società con ser Iacobus de Rebettis de Manerbio, piliparius, versandogli 400 lire planet. quale sua quota di capitale, mentre Iacobus vi impegnava la sua "industria", ora che essi hanno deciso di sciogliere la società, si calcola che Bernardinus resta creditore di 506 lire, ed egli ne riceve ora 300 da Iacobus e 50 dal figlio di lui Laurentius, e la promessa di pagamento delle restanti 156 / Carolus fq. domini Antonii de Lanteris de Paratico (notaio)

In studio spectabilis doctoris domini Calymerii Parabeati sito in eius domibus habitationis sitis in civitate Brixie, in contrata Cozariere (Brescia), 1523, 22 dicembre

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Zilianus de Rautinis de Claris, procuratore del venerabilis vir dominus Dandis de Rantinis de Claris, arcipresbitero della pieve di S. Maria di Bagnolo della diocesi di Brescia, concorda  un contraccambio "imperpetuum iure proprio" con Mafeus Zini, Iohannes Zenonis de Ardesio, e Ambrosius Zuchoie, abitanti e sindaci  del comune di Bagnolo: dà una pezza di terra aratoria e in parte vitata, giacente "in terra de Bagnolo, in contrata Ecclesie", ora  compresa "in Castro Bagnoli noviter constructo" e confinante con la domus con cortivo, cucina e fienile, della pieve e con il sagrato, di 2 piò, e riceve una pezza di terra aratoria "in territorio de Bagnolo in contrata Gavrinoni", di 16 piò
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Zilianus de Rautinis de Claris, procuratore del venerabilis vir dominus Dandis de Rantinis de Claris, arcipresbitero della pieve di S. Maria di Bagnolo della diocesi di Brescia, concorda un contraccambio "imperpetuum iure proprio" con Mafeus Zini, Iohannes Zenonis de Ardesio, e Ambrosius Zuchoie, abitanti e sindaci del comune di Bagnolo: dà una pezza di terra aratoria e in parte vitata, giacente "in terra de Bagnolo, in contrata Ecclesie", ora compresa "in Castro Bagnoli noviter constructo" e confinante con la domus con cortivo, cucina e fienile, della pieve e con il sagrato, di 2 piò, e riceve una pezza di terra aratoria "in territorio de Bagnolo in contrata Gavrinoni", di 16 piò / Christoforus fq. Betini Ville de Urcei Novis (notaio); Raschanus de Raschanus (notaio)

Brixie, in domibus episcopalibus palacii brixiensis, in camera cubiculari infranominati domini vicarii reverendi domini domini episcopi brixiensis sita in contrata Episcopatus sive Crucis Bonorum (Brescia), 1454, 24 ottobre

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Cominus fq. Marini de Cerete, abitante di Capriano, e i fratelli Antonius, Venturinus, Betinus e Christoforus fq. Andrioli Montanini, agenti per sé e per i fratelli Andriolus, Dominicus, Hieronimus e Bernardinus, vendono "iure proprio imperpetuum ad mondum , purum, franchum et expeditum alodium" al magnificus et generosus armorum ductor dominus Thadeus de Martinengo dela Motella 4 giorni di  acqua ogni settimana della seriola "dela Pernis" che scorre "super territorio de S. Zenone", al prezzo di 135 lire planet.
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Cominus fq. Marini de Cerete, abitante di Capriano, e i fratelli Antonius, Venturinus, Betinus e Christoforus fq. Andrioli Montanini, agenti per sé e per i fratelli Andriolus, Dominicus, Hieronimus e Bernardinus, vendono "iure proprio imperpetuum ad mondum , purum, franchum et expeditum alodium" al magnificus et generosus armorum ductor dominus Thadeus de Martinengo dela Motella 4 giorni di acqua ogni settimana della seriola "dela Pernis" che scorre "super territorio de S. Zenone", al prezzo di 135 lire planet. / Marcus Antonius q. domini Michaellis de Belacatis (notaio)

In terra de S. Zenone districtus Brixie, in camera cubiculari infrascripti magistri domini Thadei posita in domibus ipsius domini Thadei sita in dicta terra de S. Zenone (S. Zeno Naviglio, Bs), 1492, 3 giugno

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Zanettus q. Ioannis Antonii dela Valle de Bergamo, su istanza del magister Paulus q. magistri Alexandri de Capirolis, cittadino bresciano abitante di Leno, dichiara di ricevere a nome suo  e di Cecilia, moglie di Antonius figlio di Zanettus, 100 lire planet. in dote
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Zanettus q. Ioannis Antonii dela Valle de Bergamo, su istanza del magister Paulus q. magistri Alexandri de Capirolis, cittadino bresciano abitante di Leno, dichiara di ricevere a nome suo e di Cecilia, moglie di Antonius figlio di Zanettus, 100 lire planet. in dote / Ioannes Maria f. magistri Faustini de Gataldis de Leno (notaio)

In terra de Leno districtus Brixie, in quadam caminata domorum habitationis mei notarii contrate Fontium (Leno, Bs), 1544, 29 novembre

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I fratelli Pedronus e Ioannes fq. Venturini dicti Banderali del Botto de Bagnolo, abitanti il primo "in terra S. Petri de Rovachiara diocesis Veronensis" e il secondo, detto Galucius, "in monasterio S. Michaelis de Campagna (...) in burgo Episcopatus de Verona", vendono al dominus Marcus fq. spectabilis domini Antonii de  Rosiis, cittadino e abitante di Brescia, agente per sé e per i fratelli domini Albertus e Iacobus, 2/3 di una domus murata, coppata,  e solata, giacente "in Castro Veteri de Bagnolo", al prezzo di 15 lire planet.
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I fratelli Pedronus e Ioannes fq. Venturini dicti Banderali del Botto de Bagnolo, abitanti il primo "in terra S. Petri de Rovachiara diocesis Veronensis" e il secondo, detto Galucius, "in monasterio S. Michaelis de Campagna (...) in burgo Episcopatus de Verona", vendono al dominus Marcus fq. spectabilis domini Antonii de Rosiis, cittadino e abitante di Brescia, agente per sé e per i fratelli domini Albertus e Iacobus, 2/3 di una domus murata, coppata, e solata, giacente "in Castro Veteri de Bagnolo", al prezzo di 15 lire planet. / Bartholomeus f. Tonini de Fedricignis de Gorzono Vallis Camonice (notaio); Dominicus f. domini Bartolamei de Mazano (notaio)

In apotheca infrascriptorum fratrum de Rosis ponita in civitate Brixie in contrata Porte Brusiate (Brescia), 1466, 29 aprile

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